Kronoteatro

Cannibali

CANNIBALI

di Fiammetta Carena
Regia Maurizio Sguotti
in scena Tommaso Bianco, Alex Nesti, Maurizio Sguotti
Scene e costumi Francesca Marsella
Videoanimazioni Fabio Ramiro Rossin
Musiche MaNu!
Disegno Luci Amerigo Anfossi
Voci Registrate Licia Lanera, Riccardo Spagnulo
Fotografia Nicolò Puppo
si ringraziano Nicoletta Bernardini, Francesco Gigliotti per la concessione del video "La Sila"

Produzione Kronoteatro
Durata 55 minuti


Moriamo ogni giorno, ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce.
(Lucius Annaeus Seneca)

Lo spettacolo tratta l'esercizio del potere.
Questo è illusorio, ci induce a crederci vivi, perché assorbe il nostro tempo, le nostre energie e i nostri pensieri. La nostra vita.
È questo infatti l'accadimento che più ci spinge nell'illusione, poiché prevede il dominio dell'uomo sull'uomo.

In scena vediamo due differenti abitudini di praticare il potere.
Per l'uomo adulto questo è tangibile perché politico, sociale ed economico.
Il giovane possiede un potenziale; la sua giovinezza è il suo potere.

Ne nasce uno scontro volto all'accumulo di comando.
Ed è la vita a diventare terreno di conquista, far west dove espandere i confini del proprio dominio.

Il messaggio è semplice e percorre aspetti solo apparentemente distanti.
Non si deve morire.
Non morire è non mostrare i segni del tempo sul corpo.
Non morire è non accettare l'inevitabile decorso biologico.

Non morire ci è impossibile.
Soprattutto se si pensa che si inizia a farlo il giorno in cui si viene concepiti.

La resa è ancora una volta l'unica possibilità.